Amore dopo Amore: ripartiamo da qui.

Ciao gente meravigliosa!  🙂

Mi sa che, a parte rare eccezioni, questa settimana si torna proprio tutte in riga. Con la testa bassa a sgobbare duro.
Bentornate!  🙂 Pronte a darci dentro di nuovo di meraviglia?

Ieri sera ho iniziato mille volte a scrivere questo post. Volevo scrivere qualcosa sul rientro a scuola, su quanta strada si è fatta da allora e quanto più sani mentalmente si diventi crescendo (o almeno così ci si illude). Oppure l’alternativa divertente era quella di parlare della piaga che sembra affliggere molte persone (soprattutto su facebook) e cioè il dramma dilagante delle persone FALZEEE!!11!!1 che si nascondono in ogni dove.

Ma dopo aver scritto e riscritto, ho buttato via tutto. Mi sembrava un po’ di pontificare su tali argomenti e non ne avevo proprio voglia. E’ l’inizio di una nuova stagione (metereologica e non) e non c’è proprio bisogno di pesantezza. Vi lascio quindi semplicemente una poesia in cui mi sono imbattuta sul sempre mitico blog di Brain Pickings. L’autore è Derek Walcott, poeta caraibico contemporaneo e premio Nobel alla letteratura nel 1992.
La poesia si chiama Amore dopo Amore e parla del ritrovarsi, dell’essere gentili con se stessi e del volersi bene. Lo ammetto, le dichiarazioni di amore allo specchio e i mantra ripetuti a nausea per migliorare la propria autostima mi hanno sempre fatto un po’ ridere e messo anche un filo a disagio. Ma questa poesia ha la giusta tenerezza, semplicità, e allo stesso tempo profondità, per esortarci davvero a volerci un po’ più bene.

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.

Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro, e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via allo specchio la tua immagine.
Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola

Ci sembra il punto giusto per ripartire, voi che ne dite?
Buona giornata a tutti!

Lalla (Fran, Ire e Luisa)

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