Siamo davvero circondati da persone false?

Svolazzo intorno a questo argomento da un po’. Punzecchiandolo con un bastoncino e poi allontanadomi, con la solita paura di risultare un po’ “pesante”.
Però, dopo aver visto che anche nel nostro gruppo è un problema sentito, ho deciso di provare a raccontare il mio punto di vista, cercando di farlo con la maggiore leggerezza possibile.

A leggere in giro, lo avrete notato, sembra di essere sotto assedio. Circondati su ogni lato da persone false sempre pronte ad approfittarsi di noi, a sfruttare la nostra generosità e gentilezza per poi buttarci via come un fazzoletto usato. E la cosa ci ferisce così tanto da convincerci a diventare un po’ stronzi a nostra volta.

Lungi da me affermare che a questo mondo non ci siano persone un po’ stronzette; a tutti è capitato di ricevere delle belle batoste, di ricevere uno schiaffone in cambio di un gesto generoso. Eppure quando è capitato a me, a posteriori sono quasi sempre arrivata a concludere che quel gesto, tanto inaspettato, non lo era poi così tanto. Le persone sono complicate; è vero, c’è anche chi è particolarmente bravo a dire balle e a fingersi chi non è, ma la maggior parte delle volte la facciata sfavillante è difficile da mantenere e il nostro istinto, con il tempo e un filo di cautela, può facilmente rivelarci di chi possiamo fidarci e di chi no. Bisogna solo starlo ad ascoltare e prestare un po’ di attenzione.

Su questo credo che possiamo concordare tutti, eppure perché capita di finire a gambe all’aria nonostante ciò? Perché riceviamo tali delusioni?
Parlando di amicizia, così come di amore, a tutti capita di prendersi una cotta poderosa. Di conoscere una nuova persona e di venire colti da un innamoramento improvviso. Nella testa partono mille film. Con la voglia di rendere l’altra persona felice e di conquistarla si è pronti a fare di tutto. L’entusiasmo abbonda e ci sentiamo pronti a offrire qualsiasi tipo di servigio, appoggio, slancio. Ma in questo c’è un piccolo problema, non è detto che il nostro destino sia di essere ricambiati… sì, anche in amicizia. Noi partiamo per una luna di miele immaginaria e poi ci ritroviamo con il culo per terra. Ma che è successo? Perché tutto il nostro entusiasmo rimbalza contro un muro di gomma? Perché quella persona tanto corteggiata ci mostra tanta indifferenza? Semplice: perché non ci ricambia. E’ una cosa naturale. Non è malvagità da parte sua, non è falsità, non è un bel niente… come spesso accade in molteplici situazioni, siamo stati noi a montare e smontare tutto. A me è successo più di una volta. E che ci si può fare? Niente, partire semplicemente con un po’ di consapevolezza e sperare per il meglio.

Non vi siete ritrovati in questo caso? Ebbene, eccone un altro un po’ più delicato. Ve lo affido per rifletterci con calma e per capire se può applicarsi a voi oppure no.
Quando ero giovincella (cioè in tutto il periodo scolastico) ho collezionato un’amicizia storta sopra l’altra. A posteriori mi sorprendo a considerare la stranezza delle persone a cui mi accompagnavo, senza riuscire a capire il perché le avessi scelte. La semplice verità è che non ero stata io a sceglierle, ma le circostanze e una certa ansia di rimanere sola mi ci avevano spinto contro. Un’altra verità è che allora mi conoscevo molto meno di quanto mi conosca ora e mi amavo molto di meno. Era quindi logico che non sapessi di cosa avevo realmente bisogno e di quali potessero essere le persone giuste per me. Insicura fino al midollo, ero convinta (e pure ora soffro di qualche rigurgito) che mostrandomi sempre generosa e disponibile fino allo sfinimento avrei conquistato le persone e le avrei convinte a rimanermi vicine. Beh, mi ci è voluto un bel po’ per capire che la tattica era la più sbagliata che potessi scegliere.

Quando sentite dire da qualcuno che essere troppo disponibili e generosi è sbagliato, nessuno in verità vi sta incitando ad essere degli stronzi. Vi sta semplicemente suggerendo di essere equilibrati. Soprattutto perché, se il desiderio di dare (e dare e dare) nasce da una personale insicurezza, il risultato sarà quasi sempre catastrofico. Tempo fa conoscevo una ragazza emotivamente molto fragile, eravamo buone amiche e lei aveva la tendenza a essere esageratamente generosa. Faceva regali, si offriva di fare favori, si prodigava in cose per cui non le avevo neanche chiesto aiuto. Era generosa fino allo sfinimento, fino a essere soffocante. Quando per svariate ragioni (principalmente per la mia sanità mentale) ho troncato il rapporto, non ho dubbi che lei mi abbia considerato una persona falsa che l’ha sfruttata fino all’osso per poi buttarla via.
Dal mio canto, io avevo ritenuto necessario interrompere una relazione che non faceva bene a nessuna delle due e ancora oggi rispetto la mia decisione.
Non possiamo essere quelli che si prodigano all’eccesso, perché altrimenti finiremo con lo sbilanciare una relazione. Se l’altra persona non è più che “centrata” (sui propri bisogni, desideri, necessità, punti di forza), finirà ad appoggiarsi troppo a noi fino a sfruttarci – e in quel caso siamo praticamente noi ad invitarla a farlo! Oppure si ritrarrà indispettita e a disagio, fino a respingerci con forza.

In conclusione: non regaliamo troppo di noi. Non diamoci via come se fossimo a una svendita. Siamo sì, in generale, generosi e disponibili ma facciamolo in modo sensato; se vogliamo esagerare un po’ (ma non troppo), facciamolo con le persone giuste, quelle che ci meritano e che noi ci meritiamo.
Basta poca attenzione e un po’ di intuito per individuare gli stronzi e girarvi alla larga. E se invece la generosità è il nostro stile di vita, perseguiamola con leggerezza e convinzione, con la consapevolezza che spesso non ci verrà restituita, che a volte andrà alle ortiche. Se facciamo una cosa perché crediamo che sia giusta, anche un risultato negativo non conterà poi tanto.

Soprattutto, non permettiamo a qualche fetente di farci diventare cinici e amareggiati. Le persone gentili, là fuori, sono molto più numerose degli stronzi e sono solo loro che contano.

Lalla

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