Consigli meravigliosi per vivere eticamente.

Si parla spesso di provare a cambiare il mondo. Molto più spesso dell’impossibilità di riuscirci. Come se noi, piccoli ingranaggi non avessimo alcun potere di opporci a giganti meccanismi che guidano ogni secondo della nostra esistenza, che controllano ogni nostra decisione e annientano ogni tentativo di cambiamento. Ma siccome compito della Meraviglia è anche quello di stanare il cinismo che prolifera dentro di noi e di opporvi l’azione positiva, abbiamo deciso di metterci seriamente a riflettere su quale sia effettivamente la portata del nostro campo di azione, su come possiamo agire nel nostro piccolo per partecipare davvero ad un cambiamento, di noi stessi e del mondo che ci circonda.

Lo so, è un discorso complesso e ampio, che non è detto che possa valere allo stesso modo per tutti. Ed è anche per questo che vorremmo sentire la vostra opinione, i vostri suggerimenti, per allungare questa piccola lista che senza dubbio può essere migliorata dal contributo e i punti di vista di tutti.

C’è un grosso pozzo in cui si rischia di cadere, me ne rendo conto. Se uno dovesse iniziare a ragionare su qualsiasi piccola scelta che c’è da compiere durante la giornata, a valutare ogni pro e contro, ogni effetto e ripercussione, si correrebbe sicuramente il rischio di rimanere completamente paralizzati. In TV ci sono dei programmi che denunciano qualsiasi cosa, qualsiasi prodotto che consumiamo, qualsiasi abitudine che crediamo innocua, avvertendoci dei danni irreparabili che compiamo verso noi stessi, la terra dove viviamo, il resto dell’umanità e tutto l’universo. Ma non c’è bisogno di cadere nel panico, farsi avvolgere dall’ansia.

Il punto di partenza, come spesso accade, è quello di agire con maggiore consapevolezza.

Insomma, metterci un po’ di testa in quello che facciamo. Non è un segreto che viviamo in una società guidata dal consumismo, dal denaro. Stiamo in piedi su quello. Quasi ogni scelta nelle nostre vite è guidata dai soldi, ogni meccanismo; ogni giorno veniamo bombardati da messaggi che ci dicono che comprare è la vera essenza della nostra felicità, avere, ottenere e poi sperare di avere di più è un meccanismo da cui è difficile scastrarsi, così come è difficile scorgere effettivamente fino a che livelli profondi ne siamo influenzati. Perché crediamo di dover lavorare così tanto? Perché lavoriamo anche 12 ore al giorno rovinandoci la salute? Per pagare cose che desideriamo, ma delle quali effettivamente non abbiamo poi così bisogno? E più abbiamo più crediamo di aver bisogno, in un circolo infinito. Magari state già roteando gli occhi, magari il livello di angoscia è già salito. Sarà meglio passare a qualcosa di più pratico prima che la testa giri troppo.

Comprare di meno

Non è una semplice lotta al consumismo. Non voglio dire che dobbiamo ritirarci in capanne e tornare al baratto (ma che esercizio interessante immaginare cosa succederebbe!). Noi stesse vendiamo cose per mantenerci e non sono cose indispensabili alla sopravvivenza… quindi se tutti smettessero di comprarle noi saremmo belle che fregate. Ma è giusto metterci un po’ di cervello in quello che compriamo. Resistere a quel primo impulso che strilla “Che cariiiiino! Deve essere assolutamente mio!” e pensarci un attimo. Di che materiale è fatto quello che stiamo comprando? Dove è stato fatto? Da chi è stato fatto? Cosa ne sarà di quell’oggetto quando ci accorgeremo che effettivamente non ci serviva? Per una cura shock consiglio a tutti di guardarsi il documentario sulla fast fashion di Netflix The True Cost. Lo shock sarà così grande che vi farà venire voglia di strapparvi i vestiti di dosso. E sicuramente vi porterà a riflettere su tante altre cose. A tutti piace fare grandi affari spendendo poco, ma, ragionandoci razionalmente, cosa rende possibile che una maglietta costi 5 euro? Come è ragionevolmente possibile? Da qualche parte l’inghippo deve esserci e infatti c’è sempre.
Compriamo di meno. Cerchiamo di riparare quello che si rompe. Scegliamo di spendere un po’ più di soldi per degli oggetti di qualità e che ci dureranno più di un paio di mesi.

Un’altra cosa che si può considerare è scegliere di acquistare dai piccoli negozi e produttori, piuttosto che dai grandi mostri mangia soldi. Ma mentre lo scrivo penso a Amazon che mi permette di avere un libro nel giro di due giorni e piango un poco…

Mangiare eticamente

Io di carne ne mangio, non tanta ma ne mangio e mi piace anche molto. Quando me ne privo per un certo periodo ne sento un vero e proprio bisogno. Quindi lungi da me incitare tutti a diventare vegani o vegetariani. Ognuno scelga liberamente la sua strada. Ma una cosa che possiamo sicuramente fare è riflettere su quello che ci infiliamo in bocca. Pensare a come viene cresciuto e prodotto del cibo con costi così bassi e in così grandi quantità. Pensando non soltanto alla crudeltà sugli animali, ma anche alla qualità e al valore nutrizionale di un cibo che ormai di naturale ha pochissimo.

Mangiamo la verdura e la frutta di stagione e che quindi non compie viaggi infiniti per arrivare da noi (con problemi dal punto di vista ecologico e anche nutrizionale). Se possibile compriamo carne e verdura da allevatori e coltivatori delle nostre zone. Per quel che riguarda la carne, mangiamone poca e di qualità, piuttosto che comprare quella pompata del supermercato. Ancora meglio, in caso se ne abbia la possibilità, coltiviamo noi la nostra verdura. E scegliamo prodotti meno raffinati e meno lavorati.

Riciclare e consumare meno

Ormai la raccolta differenziata è attiva praticamente ovunque. Facciamola il meglio possibile, prestandoci attenzione. E cerchiamo di produrre meno immondizia possibile. Compostiamo quando ne abbiamo la possibilità. Cerchiamo di limitare le confezioni di plastica quando acquistiamo i prodotti (fosse facile!). Scegliamo carta e vetro piuttosto che la plastica.

Consumiamo meno acqua, meno aria condizionata, meno riscaldamento. Stiamo attenti alle quantità di detersivi che usiamo e scegliamo quelli meno nocivi per l’ambiente.

Se siamo in giro per i boschi o per i prati (diventa un po’ più estremo farlo in città) raccogliamo i rifiuti che incontriamo e mettiamoli in un sacchetto per buttarli più tardi. Anche noi possiamo partecipare a tenere l’ambiente più pulito.

Usiamo meno la macchina. Camminiamo di più. Usiamo i mezzi pubblici, se ne abbiamo la possibilità.

Informiamoci

Leggiamo, guardiamo documentari, googliamo, leggiamo le etichette. Insomma, evitiamo di vivere spensierati nella beata ignoranza. All’opposto, non lasciamoci prendere dall’ansia, ma mettiamoci in testa che anche le nostre piccole scelte consapevoli possono fare la differenza. Siamo in tanti, siamo i consumatori, qualcosa lo possiamo muovere.

Partecipiamo alla vita della comunità

Mi ripeto sempre che vorrei farlo, ma ancora non ho mosso un passo perché nel mio guscio vivo così bene.
Ci lamentiamo della politica, di come detti la nostra vita, di come il singolo non abbia alcun potere per cambiare le cose. Ma se noi stessi viviamo ai margini dei paesi, dei quartieri, delle comunità, senza mai informarci, senza mai partecipare, come possiamo sperare di smuovere qualcosa? Leggiamo i giornali, guardiamo i telegiornali, ci sentiamo accerchiati dalle minacce, dalle disgrazie, da tutto quello che non va, senza pensare che magari nel nostro piccolo potremmo partecipare a cambiare qualcosa, aiutando dove ce ne sia bisogno. Ma se scegliamo di stare lontani, comodamente a guardare senza mai fare, beh, c’è poco da fare e da lamentarsi. Non voglio dire che dobbiamo tutti gettarci in politica, ma almeno stare attenti a cosa succede intorno a noi concretamente.

Queste sono solo alcune considerazioni possibili. Molte ovvie, alcune meno. Sicuramente una delle conseguenze più immediate del cercare di vivere più consapevolmente è quella di prestare più attenzione a ogni cosa, con il risultato di accrescerne il valore. Pensare a perché vogliamo davvero quella cosa, se ne abbiamo davvero bisogno, può aiutarci a riflettere su noi stessi e a capire di quali meccanismi siamo vittime. Conoscere il percorso di un oggetto, come è stato fatto e chi l’ha fatto può aiutarci ad apprezzarlo di più. Crearlo da noi, aggiustarlo quando si rompe, ce lo rende più caro.

Ora tocca a voi. Tocca a voi allungare questa lista. suggerirci nuovi modi per vivere in modo più etico e sostenibile; per provare nel nostro piccolo a non fare troppi danni, ma, anzi, a migliorare un poco le cose. Rimbocchiamoci le maniche.

Lalla, Fran, Irene e Luisa

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4 thoughts on “Consigli meravigliosi per vivere eticamente.

  1. Ragazze mi avete pizzicata, anche io questo mese parlo di etica nel consumo sul mio blog. In particolare mi sono concentrata sulla moda, proprio perchè si avvicina la settimana dedicata alla fashion revolution e ovviamente concordo con ogni singola parola che avete scritto. Io cerco sempre di trovare la giusta via di mezzo tra consumare, risparmiare e avere un comportamento eticamente ed ecologicamente corretto e non è facile, ma le cose stanno cambiando. Mi sono resa conto che abbiamo il potere di cambiare le cose nel quotidiano, basti pensare a come oggi sia più facile trovare prodotti biologici ovunque, a come l’olio di palma sia stato tolto da tanti prodotti, a quanti prodotti vegan esistono ora rispetto ad alcuni anni fa. Un suggerimento che posso dare per esempio è comprare nei NEGOZI LEGGERI, io ci sono andata oggi, per fare scorte di detersivi ma anche legumi, te e frutta secca, il tutto senza packaging. Mi sono portata i contenitori e la commessa me li ha riempiti. Ad esempio a volte faccio alcuni detergenti in casa, come anche i biscotti per la colazione (sia per controllare cosa mangio che per ridurre la spazzatura). Un’idea carina ad esempio per l’abbigliamento sono gli swap party dove puoi dare via le cose che non indossi più e prenderne altre, scambiandole. Non sono ancora arrivata all’orto in casa, per ora ho limoni ed erbe aromatiche, però magari ogni tanto qualche anima pia mi regala i frutti del suo orto o dei suoi alberi e mia mamma fa delle buonissime marmellate che ci accompagnano tutto l’anno (ovviamente i barattoli vengono usati più e più volte). Insomma secondo me piano piano si può fare, io credo che in futuro avremo la possibilità di migliorare l’etica del consumo di molto, lo stiamo già facendo. 🙂

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  2. Non seguo le mode, compro pochissimi vestiti e nel caso solo in cotone o lana di buona fattura. Il discorso del volere guadagnare diciamo che qui nella nostra società di qui e ora è un mero impegno nel non farsi schiacciare da tasse e spese di prima necessità come cibo e bollette acqua/luce/gas. Magari ci fossero sti soldi per il superfluo. Va detto poi che avere figli a carico ti porta a vivere da schiavizzato in aziende che parlano di benefit ma che alla fine ti schiacciano come un pidocchio… diciamo che non tutto è oro anche se luccica e diciamo che per questo tanta gente vorrebbe alla fine poter solo viver serena.

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  3. Io personalmente promuovo il riuso creativo, sono partita dai presepi artistici, ed ora creo anche bijoux e accessori casa. Vi garantisco che è piacevole, e molto contagioso, le amiche ora prima di buttare qualcosa ci pensano su.

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