Come vivere una vita creativa

Qualche giorno fa ho fatto quello che non si dovrebbe (quasi mai) fare: ho cliccato su una pubblicità su Facebook e ho acquistato al volo, senza pensare troppo, il prodotto pubblicizzato. Il fatto è che era la pubblicità di un corso di Elizabeth Gilbert (Mangia prega ama) a un prezzo stracciato (25€) e quindi non ho resistito.
Premessa: quando ho comprato il suo corso, non avevo letto niente della Gilbert, avevo solo visto una TEDtalk, che mi era piaciuta molto. Non so bene perché ho preso il corso: un po’ perché qualche giorno prima parlavamo di blocchi creativi con Lalla, Ire e Bizzu, un po’ perché è difficile resistere a uno scontone.

Fatto sta che ho fatto il corso e ora sono qui a consigliartelo.

Noi di UAdM ci teniamo particolarmente alla creatività, perché ci consideriamo delle creative. Tanti membri del gruppo lo sono, anche se non è un requisito necessario per partecipare e noi vorremmo che ognuno riuscisse a vivere la propria vita in maniera creativa, perché fa bene, è liberatorio e aiuta a capire molte cose su di sé. Come dice la Gilbert: non bisogna avere il negozio su Etsy o voler essere un artista, per condurre una vita creativa! E quindi come si fa? Ce lo spiega lei in questo corso con dei consigli saggi e appassionati.

Innanzitutto, il corso è molto succinto e con due ore al massimo si guarda tutto, ma non farti ingannare dalla brevità dei video, perché la densità di informazioni e ispirazione è molto alta. Io me lo sono riguardato con piacere già due volte e lo farò ancora! Secondo poi, ci sono anche degli esercizi da fare, che possono portarti via un’altra oretta e mezza o due, se proprio non hai le idee chiare.

Cosa ci spiega l’Elizabeth? Come ti dicevo, ci spiega come, secondo lei, si può avere “una vita creativa”. Il consiglio iniziale è: scegli sempre, sempre, sempre la strada della curiosità, invece della strada della paura. Bada, curiosità e non passione, perché la passione si spegne, sparisce, ti divora, ti diserta, insomma non è affidabile, invece la curiosità è sempre lì, basta saperla ascoltare. Il tuo sguardo curioso è diverso da qualsiasi altro e ti porterà quindi a percorrere una strada unica, solo tua.

L’esempio più bello è il racconto di come lei, in un momento in cui era completamente arenata dal punto di vista creativo, ha ritrovato la spinta a scrivere. Per un po’ di tempo, ogni mattina, faceva un’analisi della propria coscienza per trovare i “punti di luce”, le scintille, indicative di un interesse o una curiosità, chiedendosi ogni volta: “Cosa c’è di friccicarello qui dentro? Cosa mi interessa  in questo momento? (ok forse lei non ha usato il termine “friccicarello” 😛 )

Si appuntava tutto, anche le cose che erano lontanissime dal suo lavoro. E aspettava un po’. Dopo un po’ di tempo passato a esaminarsi, la Gilbert scoprì di essere interessata al giardinaggio. Niente di eccitante o avventuroso, quindi, solo puro e semplice giardinaggio.
Iniziò a praticarlo nel suo giardino e pian piano cominciò a interessarsi alla provenienza delle piante, alla loro storia e al loro lignaggio. Seguiva i percorsi fatti dalle piante, trasportate da un continente all’altro da esploratori, avventurieri, giardinieri e botanici, capì che c’erano delle storie da scoprire e queste storie spesso erano storie di donne, in cui inciampava ancora e ancora nel corso delle sue ricerche. Finché arrivò a chiedersi se da queste storie potesse uscire fuori un romanzo. Questo processo durò più di un anno, in cui fini per viaggiare per il mondo a visitare librerie botaniche, orti botanici, giardini botanici, perché oramai si era appassionata. Non fu fulminata dalla passione per il giardinaggio e dall’idea di farne un romanzo, ma coltivò una curiosità che la portò a una passione, che portò allo scrivere un romanzo. Sarebbe potuto non accadere, altre volte non le è accaduto, ma di sicuro aspettare che l’idea geniale caschi dal cielo non serve a molto!

Per trovare o ritrovare la propria creatività è quindi fondamentale fare le cose che ci fanno sentire vivi. Per chi vive di creatività spesso è frustrante perché quando la tua passione diventa il lavoro può essere un po’ drenante e ci si ritrova svuotati e stressati e con la creatività ai minimi storici. A volte basta cambiare attività per un po’, focalizzarci su quel qualcosa che fa fare scintille al nostro cervello, anche se non c’entra niente con il lavoro, quel qualcosa che ci fa stare bene, per rimettere in moto le rotelle e gli ingranaggi e far tornare l’entusiasmo. A volte questo qualcosa può sembrare completamente irrazionale, ma Elizabeth ci incita a provare comunque, perché hey, le vie per la creatività sono infinite e il più delle volte prive di senso!

Un’altra informazione che ho apprezzato molto è la distinzione che fa tra hobby, lavoro, carriera e vocazione. Spesso si tende a usare questi termini in maniera intercambiabile ma in effetti hanno significati ben precisi e distinti:

  1. Hobby:  l’hobby è qualcosa che fai per piacere, senza aspettative, senza rischi, senza l’obiettivo di fare soldi. Puoi fare cose creative per hobby, nel tuo tempo libero e senza pensare a niente altro che al tuo piacere personale. Avere un hobby non è obbligatorio ma è bello averne uno (o più di uno) perché serve a riempire la vita di cose belle, soprattutto se il lavoro che fai non ti piace.
  2. Lavoro:  il lavoro serve per pagare le bollette e vivere decentemente e in maniera indipendente nel mondo materiale. Non è che deve essere per forza fantastico, non dobbiamo amarlo, non deve renderci felici, deve solo darci soldi per vivere. Se proprio ti fa stare male puoi trovarne uno migliore ma il lavoro non deve essere la tua vita.
  3. Carriera: la carriera è un lavoro di cui sei appassionata e che ami, per cui sei disposta a fare sacrifici perché ci credi tantissimo. Se odi la tua carriera, trovati un lavoro! Dovresti amarla perché ti porta via grandi fette della tua vita, altrimenti lascia perdere, passa a un lavoro per pagarti le bollette e col tempo libero che poi ti avanzerà trovati un hobby che ti faccia stare bene.
  4. Vocazione – la vocazione è la più alta chiamata che puoi perseguire e la cosa fantastica è che nessuno te la può togliere (o dare!). La tua vocazione non è un hobby, può diventare un lavoro e poi una carriera, ma rimane intoccabile: la carriera o il lavoro possono finire ma la vocazione andrà avanti. Non devi buttare tutto all’aria per seguire la tua vocazione, puoi seguirla anche mentre fai un lavoro che non c’entra niente così come hanno fatto tantissimi artisti e creativi del passato.

Mi fermo qui ma la Gilbert ha ancora molto da dire, sulla paura, sul perfezionismo, sulla sindrome dell’impostore… Insomma il mio consiglio è di investire quei 25€ in questo corso perché potrebbe aiutarti a rendere la vita più creativa o ritrovare la creatività se l’hai momentaneamente persa per strada. E no, non ci prendiamo percentuali sugli iscritti!

Tu come affronti i periodi a basso tasso di creatività? Raccontacelo nei commenti o nel nostro gruppo facebook, Daje di meraviglia!

Fran, Lalla, Bizzu, Irene

Se sei interessata all’argomento, leggi la recensione di Big Magic, sempre della Gilbert, fatta da Irene!

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