Ho deciso, voglio perdere questi chili!

Sono l’ultima di cinque fratelli e sono nata esattamente un mese prima del tempo previsto. Sono nata un mese prima eppure pesavo già 2,950 Kg. Ammazza! Quando ero piccola i miei fratelli, per prendermi in giro torturarmi, mi dicevano che se fossi nata un mese dopo avrei sicuramente fatto esplodere la mamma. Amabili burloni, nevvero?

Sono sempre stata robusta, paffutella e buona forchetta. Mia mamma, ottima cuoca, usava – e usa – il cibo per farci sapere quanto ci vuole bene. E se ti stai domandando: “quanto?” La risposta è: assai-assai. I miei fratelli, che mangiavano come draghi, le hanno sempre dato molte soddisfazioni. Da parte mia non avevo il coraggio di deluderla, quindi ho sempre mangiato con molta gioia praticamente ogni cosa che mi veniva messa nel piatto.

Da piccola avevo le mani cicciottelle e con le fossette sul dorso, in corrispondenza delle dita. “Ma ce l’hanno tutti i bambini!” mi dirai. Eccerto, ma mia zia, amava diabolicamente sottolineare come le mie mani, le mie cosce, le mie guance, fossero più paffute e cicciotte di quelle degli altri bambini. A tale scopo aveva anche inventato una malefica canzone, che, riprendendo le note del celeberrimo Galletto Vallespluga, faceva più o meno così: Continua a leggere “Ho deciso, voglio perdere questi chili!”

Di paure e meditazione

Qualche tempo fa Lalla mi aveva lanciato un articolo che parlava delle paure che conteneva una specie di sfida su come liberarsene. Siccome mi ritengo una persona un po’ ansiata e con qualche paura qua e là (giusto qualcuna…), la cosa ha subito destato la mia curiosità. L’articolo proponeva un esercizio semplice da svolgere ogni giorno per 5 minuti per liberarsi dalle paure e così mi sono detta: “perché no?”. Ho inserito in Habitica la daily “meditazione paure” e mi ci sono applicata.
Eccomi qui, quindi, a raccontarvi com’è andata. Continua a leggere “Di paure e meditazione”

Gli obiettivi non raggiunti

Circa un anno fa (o forse un po’ meno) mi ripromettevo come obiettivo per la prima parte del 2016 di fare il mio sito internet. Chiamavo a testimoni le genti della Meraviglia, facevo un patto di sangue col mio gatto e mi scrivevo grosso sul calendario sia la data di messa online, sia quella delle tappe intermedie.
Ero fiduciosa! Ma mai fiducia fu così mal riposta: mal riposta nel mio tempo, nella facilità di fare un sito ottimizzato SEO, nella mia capacità di organizzazione.
Come avrai forse intuito, ad oggi, gennaio 2017, il sito non è ancora pronto. Dopo aver scelto il template (due o tre volte), fatto una consulenza per ottimizzarlo SEO e aver deciso come strutturarlo, è accaduta la vita e il mio peggior difetto (procrastinazione). Sono entrati lavori inaspettati, sono stata sommersa e travolta da cose da fare, per cui il tempo per le attività non strettamente produttive è diventato zero o, quando c’era, è stato utilizzato per più piacevoli attività (leggi: Netflix), perché tanto “lo farò domani”.
E questo non è il solo obiettivo che mi ero prefissata e che non ho raggiunto nel 2016: non ho viaggiato quanto mi sarebbe piaciuto, non ho perso i chili che volevo e non ho raggiunto con la mia attività gli introiti che speravo.
Quando parti esaltatissima a inizio anno e poi a dicembre fai il bilancio e non hai raggiunto non uno, non due, non tre, ma ben quattro obiettivi (praticamente quasi tutti quelli che mi ero prefissata, ehm), è una bella batosta per l’autostima. L’ego ne esce con un bell’occhio nero, guardarsi allo specchio diventa improvvisamente difficile.
Che fare a quel punto? Sputarsi in faccia ogni volta che si incrocia il proprio sguardo in un riflesso? Prendersi a schiaffoni? Dare le capocciate al muro?
Io ho deciso di infischiarmene allegramente.
Ti è mai accaduta una cosa del genere? E cosa hai fatto? Se ho capito bene come funziona la mente di noi donne, questo è quello che capita: passiamo un sacco di tempo a deprimerci per quello che non riusciamo a fare e come non riusciamo ad essere, avviluppandoci in spirali di sensi di colpa che portano dritti dritti al barattolo di Nutella o al binge-watching su Netflix.
E invece NO! Ribelliamoci a questo modus operandi, cambiamo la nostra strada, diventiamo meravigliose!
Quindi, cosa fare quando non si raggiungono questi benedetti e agognati obiettivi? Non ho soluzioni definitive, ma il buonsenso mi detta queste tre semplici regole:

Prima cosa: non fustigarsi

È morto qualcuno? Hai fatto danni irreparabili? La risposta è NO (spero!), quindi silenzia quella vocina nel cervello che ti dice che non sei capace a fare niente e non riesci a portare a termine le cose. Sul perché e percome non abbiamo raggiunto gli obiettivi possiamo dibattere per eoni, ma di solito ci sono cause esterne (sono accadute cose al di fuori del nostro controllo) e cause interne (è effettivamente colpa nostra), mischiate in un modo che è davvero difficile dire: ecco se avessi fatto così e colà, ce l’avrei fatta. Meglio accettare la sconfitta e prepararsi mentalmente per provarci ancora.

Seconda cosa: cercare di capire perché

Prima di riprovarci però, meglio fermarsi ad esaminare le cause del fallimento. Non ripartiamo a tentoni, perché lo abbiamo già fatto e non ha funzionato! Cosa abbiamo sbagliato l’anno scorso? Per quanto mi riguarda ho sottostimato il mio tempo libero e il tempo che ci vuole per fare le cose di lavoro (quindi niente sito); sono stata incostante nell’alimentazione ragionata e nel movimento fisico (pochi chili persi); ho fatto programmi irrealistici per il viaggio che volevo fare tanto (andare in Scozia) e ho iniziato tardi a programmarlo (niente viaggio); ho lavorato a cose che mi hanno portato poco guadagno effettivo (ma di questo non me ne pento perché mi sono servite comunque). Questi sono stati i motivi per cui non ho raggiunto i miei obiettivi, ti consiglio di ragionarci un po’ su e scoprire i tuoi. E poi?

Terza cosa: cambiare metodo

E poi, riproviamoci, cambiando però il nostro approccio. È inutile ripercorrere la strada che ci ha già portato al fallimento, ne converrai con me. Cosa potremmo variare per arrivare effettivamente agli obiettivi che ci prefissiamo?

Possiamo per esempio ridurli un po’. Perdere meno peso, viaggiare di meno, fare una landing page invece di un sito intero. Possiamo poi pianificare meglio: cosa bisogna fare realmente per raggiungere questi obiettivi? Invece di segnarci (e sognarci) solo il risultato finale, possiamo creare una lista di risultati intermedi che possiamo raggiungere senza troppo sforzo, così da non essere sovrastate e schiacciate dall’immensità dell’OBIETTIVONE.
Possiamo anche farci aiutare, perché diciamocelo, è irrealistico che si possa fare tutto da noi. Io ho preso una nutrizionista e mi sono ripromessa che, se non riuscirò entro sei mesi, il sito lo farò fare a qualcun altro. Insomma, a un certo punto è raggiungere l’obiettivo quello che conta e un aiutino è più che lecito! Puoi chiedere aiuto a parenti e amici o professionisti, basta che individui chi può darti una spintarella per arrivare dove vuoi arrivare e lo contatti.

Cara Meravigliosa mia, raggiungere gli obiettivi che ci prefissiamo non è facile. La vita ci si mette di mezzo e spesso ci auto-sabotiamo; non basta voler fare o dover fare per FARE DAVVERO QUALCOSA. Dobbiamo imparare ad auto-hackarci (scusa per l’orrido neologismo) e capire quali sono i nostri limiti per girarci intorno o adattare gli obiettivi a quello che riusciamo a fare.
Come ultima spiaggia c’è sempre la tecnica BURN OR BURN di cui parla il nostro guru Nir Eyal in questo articolo (in inglese) in cui consiglia di fare una scommessa con se stessi mettendo in palio tanti soldi (una banconota da 100€ può andare bene) con la minaccia che se non si arriva al determinato obiettivo si brucia la banconota. Meglio avere qualcuno a testimone pronto ad eseguire l’infame compito nel caso noi fossimo dei bari. Pare funzioni!
Insomma, su il morale, giù le paranoie, e diamoci dentro con i nostri obiettivi, perché il 2017 è appena iniziato e io me lo sento, è l’anno buono; secondo me ce la faremo.
Ora corri a stampare la tua cartolina con l’unicorno Gianni e scrivici dietro il tuo obiettivo per quest’anno!
Con affetto,
Fran, Ire, Lalla, Luisa

2017: progetti per la meraviglia

Buon 2017 meravigliosa! Mentre scriviamo siamo tutte insieme per il nostro ritrovo annuale a Pemberley Manor. Stiamo programmando il futuro di UAdM e abbiamo tante novità in serbo per te!

uadm
Foto di repertorio a Pemberley Manor

Innanzitutto: UAdM è cresciuto tantissimo negli ultimi mesi e siamo super contente perché il nostro obiettivo per il 2017 è cambiare il mondo, quindi più siamo meglio è!
Come vogliamo cambiare il mondo? Aiutando le persone ad essere meravigliose e a meravigliarsi ogni giorno, promuovendo la gentilezza e l’amore per quello che ci circonda. Continua a leggere “2017: progetti per la meraviglia”

Tutto andrà a meraviglia

Nello scorso post ti ho raccontato del mio obiettivo per il 2016, ossia laurearmi, e di come grazie anche ad Un Anno di Meraviglia sono riuscita a realizzarlo.

Ti avevo promesso un post con un riassunto di tutto quello che mi è capitato mentre scrivevo la mia tesi ed eccolo qui (è lunghissimo, ma è l’ultima volta in cui ne parlo, giuro, croce sul cuore! :P).

Sono passate due settimane dalla discussione di laurea e ora riesco a mettere a fuoco e a realizzare tutto il percorso che ho fatto. Le mie amiche Fran, Luisa e Lalla lo sanno: questo percorso è stato sofferto e difficile da affrontare per me, ma il più delle volte è stato anche totalmente assurdo, tipo così.

In alcuni momenti mi sono sentita davvero messa alla prova, per questo ho deciso di condividerli con te: spero che serva a strapparti un sorriso e a farti vedere che anche se sei una bacucca* come me, se ci metti tutta te stessa e ci credi a bombazza, tutto alla fine va per il verso giusto. Sono riuscita a fare cose che non credevo di saper fare, ho superato le mie paure e ora mi sento molto più sicura di me.

Continua a leggere “Tutto andrà a meraviglia”

Di come sono riuscita a laurearmi grazie (anche) ad Un Anno di Meraviglia

Ciao, mi chiamo Irene e ho un problema con la puntualità, non finisco mai quello che inizio e sono una procrastinatrice cronica.

Questa sono io, all’incirca un anno fa, all’inizio del 2016. Mi trovo a Pemberley Manor, dalle mie amiche Lalla e Luisa, con noi c’è anche Fran. Stiamo discutendo dei progetti e dei sogni da realizzare per il 2016 e siamo determinate a concretizzarli. Guardo le altre e le vedo decise e proiettate nel futuro, possono fare quello che vogliono, sono libere e super talentuose, vorrei essere come loro, solo che ho ancora la zavorra di questa laurea da prendere che mi impedisce di fare ed essere quello che voglio veramente. Continua a leggere “Di come sono riuscita a laurearmi grazie (anche) ad Un Anno di Meraviglia”

Com’è stato scrivere 50.000 (bè, 43.000) parole in un mese.

Ogni anno, nel mese di Novembre, si svolge il NaNoWriMo e cioè il Il National Novel Writing Month. Un’iniziativa online volta a promuovere la scrittura e la creatività. Si tratta in pratica di scrivere un romanzo di 50.000 parole in un mese. Il primo di novembre ci si iscrive sul sito ufficiale e ci si impegna con se stessi a mettere un sacco di parole in fila una dietro a l’altra. Ognuno ha un suo contatore personalizzato dove ogni volta può segnare quante parole ha scritto quel giorno e vedere come procedono le proprie statistiche. Ci volevano sulle 1660 parole al giorno che nel mio caso corrispondevano a 2 orette scarse di scrittura giornaliera. Continua a leggere “Com’è stato scrivere 50.000 (bè, 43.000) parole in un mese.”