Minimalism: tieni stretto quello che conta e il resto #CIAONE

Care meravigliose,
qui sul nostro gruppo ci siamo spesso confrontate su come vivere in modo più etico e  come avere cura dell’ambiente e del mondo che ci circonda.
Il rispetto per queste cose è un valore in cui noi crediamo molto ed è anche per questo che un documentario come “Minimalism” (disponibile su Netflix) ci ha subito attirato (grazie Marta per averlo suggerito!).
Nonostante parli del mondo americano, molto più consumistico di una nostra Italia, il documentario è pieno di spunti interessanti su cui riflettere: tratta il vivere eticamente, il cercare in prima persona di cambiare le cose e offre una riflessione sulla vita nella sua complessità e nelle sue ramificazioni.

Quella sensazione di inadeguatezza che siamo spinti a provare

Se guardiamo la TV con tutte le sue pubblicità (per non parlare di film e telefilm) con un occhio critico, notiamo come il messaggio che viene passato in modo martellante è che bisogna avere questo oggetto o quello stile di vita per sentirsi davvero bene. Per essere felici. Continue reading “Minimalism: tieni stretto quello che conta e il resto #CIAONE”

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Come vivere una vita creativa

Qualche giorno fa ho fatto quello che non si dovrebbe (quasi mai) fare: ho cliccato su una pubblicità su Facebook e ho acquistato al volo, senza pensare troppo, il prodotto pubblicizzato. Il fatto è che era la pubblicità di un corso di Elizabeth Gilbert (Mangia prega ama) a un prezzo stracciato (25€) e quindi non ho resistito.
Premessa: quando ho comprato il suo corso, non avevo letto niente della Gilbert, avevo solo visto una TEDtalk, che mi era piaciuta molto. Non so bene perché ho preso il corso: un po’ perché qualche giorno prima parlavamo di blocchi creativi con Lalla, Ire e Bizzu, un po’ perché è difficile resistere a uno scontone.

Fatto sta che ho fatto il corso e ora sono qui a consigliartelo. Continue reading “Come vivere una vita creativa”

Kaisen: domare il caos

Raccolti tutti i dati del nostro sondaggione meraviglioso è subito stato evidente che la voglia di una vita più organizzata è strabordante per molti di noi. E’ quasi stata un’acclamazione popolare.
E’ comprensibile visto che la gran parte di noi lavora in proprio o è impegnata in un tipo di attività che comporta numerosissime fasi di lavoro e competenze diverse che, se non gestite con cura, possono risultare in una vera catastrofe di ansia. Ma anche chi ha dei bambini, o deve gestire una casa o il poco tempo libero che lascia un lavoro a tempo pieno può sentire questa necessità.

Non voglio dire che una super organizzazione sia la soluzione di ogni male, per esempio non lo è particolarmente per me. Mille metodi diversi di pianificazione non hanno mai attecchito e la mia scrivania è un vero porcaio di pigne di roba che non so neanche cosa siano. Vivo in un sereno, rassegnato caos e sopravvivo.
Ed è altrettanto vero che a volte sentiamo il bisogno di una super organizzazione non tanto per essere più produttivi, ma per riempire le nostre giornate di azioni che ci facciano arrivare a sera con una rassicurante sensazione di aver fatto qualcosa, con l’impressione di non aver sprecato il nostro tempo. E’ un’illusione che copre un senso di vuoto più profondo, ma è anche in questo che il kaisen potrebbe venirci in aiuto, quindi procediamo subito a vedere di cosa si tratta. Continue reading “Kaisen: domare il caos”

3 modi per esercitare la gentilezza + un regalo per te

Buongiorno cara meravigliosa! Come avrai capito dal titolo, oggi parliamo di gentilezza e di tre facili modi per imparare a esercitarla, più un piccolo regalo, se deciderai di leggere fino in fondo. 🙂

1. Le parole sono importanti, ovvero: “cosa dici a te di te?”

Spesso non ci facciamo caso, ma noi parliamo con noi stessi continuamente. C’è una voce interiore che commenta e dà consigli su ogni pensiero che facciamo, ogni decisione che prendiamo, ogni azione che mettiamo in atto. Se non ci hai mai fatto caso, comincia a prestarci attenzione e individua quali sono le parole e le frasi che questa voce interiore ti dice.

Quando ho iniziato a prestare ascolto alla mia voce interiore, mi sono accorta che a volte mi diceva cose molto belle, ma spesso mi diceva cose terribili, cercava di sminuirmi e abbattermi.

Per questo motivo prendo in prestito una frase che pronuncia spesso Lia, la mamma delle Lodettis: “Cosa dici a te di te?“.

Con quali parole parli a te stessa? Se le parole che senti sono brutte, di disprezzo e servono solo a farti sentire una cacchetta molle, secondo me, è da lì che dovresti iniziare il tuo percorso di gentilezza. Sì, perché le parole sono importanti e contano non solo quelle che pronunci e dici agli altri, ma anche quelle che dici silenziosamente a te stessa. Per giunta le “parole che ti dici” influenzano ogni tua azione, e quindi influiscono pesantemente sulla tua vita.

Esercizio: Impara ad ascoltare la tua voce interiore.

Non c’è modo di farla sparire, lei è lì, dentro di te, e ci resterà per sempre (amazing, vero?). Ma c’è una cosa che puoi fare, ed è fartela amica, o almeno provare a trattarla con affetto. Io immagino la mia voce interiore come una vecchia zia bisbetica sempre pronta a criticarmi. Non avrebbe senso prenderla di petto, perciò mi sforzo di volerle bene, trattandola con riguardo, ma senza permetterle di determinare quello che sono o voglio diventare. Le ho dato anche un nome: si chiama Alfonsa, e ha la “s” moscia, così ogni volta che la sento parlare mi scappa da ridere. Continue reading “3 modi per esercitare la gentilezza + un regalo per te”

Consigli meravigliosi per vivere eticamente.

Si parla spesso di provare a cambiare il mondo. Molto più spesso dell’impossibilità di riuscirci. Come se noi, piccoli ingranaggi non avessimo alcun potere di opporci a giganti meccanismi che guidano ogni secondo della nostra esistenza, che controllano ogni nostra decisione e annientano ogni tentativo di cambiamento. Ma siccome compito della Meraviglia è anche quello di stanare il cinismo che prolifera dentro di noi e di opporvi l’azione positiva, abbiamo deciso di metterci seriamente a riflettere su quale sia effettivamente la portata del nostro campo di azione, su come possiamo agire nel nostro piccolo per partecipare davvero ad un cambiamento, di noi stessi e del mondo che ci circonda. Continue reading “Consigli meravigliosi per vivere eticamente.”

Il principio 80/20. Il segreto per ottenere di più con meno

Cara meravigliosa, torniamo con una nuova recensione. Oggi ti racconto di questo libro:

Il principio 80/20. Il segreto per ottenere di più con meno – di Richard Koch

Da tempo volevo leggerlo e, dato che lo abbiamo messo nella lista dei 52 libri da leggere nel 2017, ho approfittato per rimandare la procrastinazione (ah ah) e leggerlo per fare la recensione per te.

Innanzitutto: questo non è un libro da leggere prima di andare a dormire, a meno che i manuali non ti concilino il sonno. Ho iniziato questo libro pensando fosse più leggero, più facile da leggere e anche più veloce. Invece è lungo, luuungo! A tratti pesantino. E poi c’è il classico stile americano, per cui le cose vengono ripetute più e più volte, che alla fine mi veniva voglia di urlare a Richard (Koch – l’autore) OK, HO CAPITO, E ALLORA? DAI, AVANTI, DAI!

A parte ciò: questo libro è utile o no? E di che parla? Vediamo.

Cos’è il principio 80/20?

Il principio 80/20 – conosciuto anche come principio di Pareto, economista italiano – dice: “la maggior parte degli effetti è dovuta a un numero ristretto di cause”. Pareto arrivò a formularlo osservando che la maggioranza della ricchezza è nelle tasche di una minoranza. Lo sapevamo, no? Però Pareto fu il primo ad accorgersi di questo squilibrio, studiando i dati dell’Inghilterra vittoriana, e non solo: si accorse che questo pattern si ripeteva nella storia e anche in paesi diversi. Non solo, scoprì anche che questo sbilanciamento era nella proporzione 80/20 (80% della ricchezza nelle tasche del 20% della popolazione). Pareto si fermò lì, ma altri dopo di lui continuarono a studiare questo principio, scoprendo che è applicabile a praticamente qualsiasi fenomeno economico. L’autore del libro prova a trasformare questa legge in uno strumento sia per il business che per la vita di tutti i giorni.

80/20 nel business

Metà libro è dedicata a spiegare come applicare questo principio alle attività economiche. Koch presenta un sacco di casi studio di aziende ed esempi su come potrebbero trarre vantaggio dall’usare 80/20 nelle strategie di produzione, vendita, commercializzazione, project management, e via dicendo; il libro è stato scritto negli anni ’90, per questo risente di informazioni e mentalità un po’ datate.
Le informazioni importanti di questa parte secondo me sono poche, e solo se anche tu hai un business, seppure piccolino: ho trovato infatti interessante l’idea che l’80% degli introiti possano derivare dal 20% dei prodotti e quindi, come suggerisce l’autore, l’utilità di concentrarsi su questi a scapito degli altri. Ha senso, no? Perché disperdere le energie? La maggior parte delle attività però non seguono queste regole.
Il problema è che, come spiega lui, il principio 80/20 è contro-intuitivo: siamo portati a pensare in maniera lineare e ad aspettarci i risultati secondo un processo di causa-effetto che raramente si verifica. Se hai un piccolo business ti sarai trovata a pensare: se aumento l’offerta di prodotti, aumenteranno le vendite (eh no), se mi rivolgo a tutti, avrò più possibilità di raggiungere le persone giuste (eh no), se spendo più tempo a fare promozione, la promozione sarà più efficace (eh no). Purtroppo non funziona così, le variabili in gioco sono tante e spesso rispondono a leggi che non possiamo capire. Il libro spiega perché e percome il principio di Pareto può aiutare le aziende a fare delle scelte che portino a dei risultati eliminando il bias della linearità. Mi spiace ma dovrai leggertelo per sapere tutto perché davvero è tanta roba. Ammetto che a tratti mi è parso tutto troppo fumoso, però magari sono io che quando si parla di dati, analisi & co ho uno spegnimento automatico del cervello. Magari tu avrai più fortuna!

80/20 nella vita

La seconda parte del libro è dedicata a suggerire applicazioni del principio di Pareto alla vita di tutti giorni. Come sfruttare meglio il tempo? E come migliorare la qualità della vita? Come ottenere più risultati con meno sforzo? Koch abbandona l’approccio pseudo-scientifico della prima parte del libro, perché è difficile raccogliere dati sulla felicità. A questo punto bisogna un po’ fidarsi di lui, perché dice che di gente ne ha studiata tanta e i suoi consigli sono frutto di queste osservazioni.
Cosa ci dice? Innanzitutto che dovremmo adottare il “modo di pensare 80/20” per ogni aspetto della nostra vita: per le scelte lavorative, per quelle in ambito amoroso, per come scegliamo le persone di cui circondarci, per come dovremmo investire i nostri soldi; sfocia nel filosofico con un’analisi molto interessante sulla gestione del tempo. Questa parte mi è piaciuta molto: dice che invece di vivere il tempo come una risorsa, sempre a lamentarci di non averne abbastanza per fare tutto quello che dobbiamo fare, dovremmo viverlo come un ciclo che si autorinnova: il tempo non è qualcosa che possiamo “perdere” perché è sempre lì, che va e che torna. In quest’ottica siamo noi che cambiando prospettiva ci possiamo accorgere di quanto ne abbiamo in abbondanza e in questo modo rallentare la nostra vita frenetica e affannata per fermarci a pensare. In queste parentesi di riflessione (che prendono il 20% del nostro tempo), secondo Koch, nascono le idee vincenti, quelle che ci permettono di realizzare quell’80% che ci serve per vivere meglio ed essere più felici.
“Il principio 80/20 tratta il tempo come un amico, non un nemico. Il tempo andato non è tempo perso. Il tempo tornerà sempre di nuovo. Ecco perché ci sono sette giorni in una settimana, dodici mesi in un anno, perché le stagioni tornano ancora. […] È il nostro uso del tempo, e non il tempo stesso, che è il nemico.*”
Tra consigli su come concentrarsi sulle attività che contano per te, in ogni ambito, su come cambiare il proprio stile di vita per accomodare il principio e come il principio stesso serva per capire se si sta vivendo la vita che vorresti, questa seconda parte scorre via veloce. Certo ci sono ancora inutili ripetizioni ma si può sempre saltare qualche riga, no? *ehm*.
(*traduzione approssimativa, il mio libro è in inglese).

In conclusione

Secondo me è un libro da leggere, perché ha un approccio diverso ai diversi ambiti della vita: fare business, gestire il tempo, fare soldi. La prima parte la puoi tranquillamente saltare, o leggere velocemente, la seconda è piena di consigli che possono esserti utili perché, principio di Pareto a parte, sono pieni di buonsenso. Questo libro forse non ti cambierà la vita ma spero che potrà darti ottimi spunti di riflessione.
Tu lo hai letto? Hai intenzione di leggerlo?
Fran, Luisa, Irene, Lalla

Felicità: un orto sul balcone

Ciao gente meravigliosa!
Questa volta volevo cercare di coinvolgervi in qualcosa di davvero speciale, che noi amiamo particolarmente e che pensiamo tutti dovrebbero provare a fare, almeno una volta nella vita. Che ne direste di provare a coltivare un mini orticello? E mangiarne i frutti?
È una cosa che possono fare tutti, nel loro giardino o nei vasi sul balcone, e non c’è pollice nero che tenga, si può fare! 🙂

Io e Lalla abbiamo la fortuna di vivere in un posto davvero meraviglioso, tra il verde e la campagna. Nostra madre ci ha trasmesso l’amore per le piante e da piccole abbiamo, da che io ricordi, sempre trafficato con fiori, terra e orto, imparando i nomi di piante ed erbe.
Questo amore è cresciuto con noi negli anni e, diventate grandicelle, abbiamo iniziato a coltivare il nostro orto personale (si, uno a testa). I nostri cavalli di battaglia sono porri, zucchine e pomodori, ma ci piace sperimentare anche con varietà strambe di cavoli e insalate. Adoriamo scovare semini di varietà particolari e piantarli con risultati sorprendenti.
È un lavoro di pazienza e dedizione dove il tempo è scandito dalla cura e dall’amore per quello che stai coltivando.
L’aglio per esempio, lo si interra a novembre e lo si cura per tutto l’anno fino a luglio. Secca tutta l’estate prima di poterlo cogliere e vedere cosa è successo sotto la terra. Ma alla fine che soddisfazione! 🙂 Ed è questo che poi cambia anche il modo in cui lo si gusterà e lo si cucinerà.

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