Felicità: un orto sul balcone

Ciao gente meravigliosa!
Questa volta volevo cercare di coinvolgervi in qualcosa di davvero speciale, che noi amiamo particolarmente e che pensiamo tutti dovrebbero provare a fare, almeno una volta nella vita. Che ne direste di provare a coltivare un mini orticello? E mangiarne i frutti?
È una cosa che possono fare tutti, nel loro giardino o nei vasi sul balcone, e non c’è pollice nero che tenga, si può fare! 🙂

Io e Lalla abbiamo la fortuna di vivere in un posto davvero meraviglioso, tra il verde e la campagna. Nostra madre ci ha trasmesso l’amore per le piante e da piccole abbiamo, da che io ricordi, sempre trafficato con fiori, terra e orto, imparando i nomi di piante ed erbe.
Questo amore è cresciuto con noi negli anni e, diventate grandicelle, abbiamo iniziato a coltivare il nostro orto personale (si, uno a testa). I nostri cavalli di battaglia sono porri, zucchine e pomodori, ma ci piace sperimentare anche con varietà strambe di cavoli e insalate. Adoriamo scovare semini di varietà particolari e piantarli con risultati sorprendenti.
È un lavoro di pazienza e dedizione dove il tempo è scandito dalla cura e dall’amore per quello che stai coltivando.
L’aglio per esempio, lo si interra a novembre e lo si cura per tutto l’anno fino a luglio. Secca tutta l’estate prima di poterlo cogliere e vedere cosa è successo sotto la terra. Ma alla fine che soddisfazione! 🙂 Ed è questo che poi cambia anche il modo in cui lo si gusterà e lo si cucinerà.

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6 abitudini per essere felici

Ti sei mai chiesta cosa sia la felicità? E come si fa ad essere felici? Io me lo sono chiesta tantissime volte nel corso della mia esistenza e, come per le domande migliori, la risposta che mi sono data ha continuato a cambiare nel tempo.

Da qualche anno a questa parte mi considero una persona felice, ho smesso di sperare di svegliarmi un giorno e di incontrarla questa felicità, di fare un passo e cascarci dentro, di raggiungere un punto nello spazio-tempo e trovarmela davanti.
La mia felicità è iniziata quando mi sono resa conto che la felicità è uno stato mentale, un atteggiamento, un’abitudine, insomma qualcosa che dipende da noi, che va coltivato ogni giorno e non è qualcosa che ci accade grazie a fattori esterni per noi imponderabili e imprevedibili.

Se cerchi degli aforismi sulla felicità, vedrai che tantissime persone hanno detto la propria in proposito, ognuno ha la sua idea, e chi può dire quale sia quella giusta?
Chi ha ragione tra Émile Zola (La felicità per noi poveretti sta solo nell’umiltà e nell’ubbidienza) e Ambrose Bierce (Felicità (s.f.). Gradevole sensazione suscitata dalla contemplazione delle miserie altrui)? O tra Jorge Luis Borges (La felicità è il fine di se stessa) e Giorgio Albertazzi (La felicità più che altro è un desiderio, è un’utopia)?
Probabilmente nessuno, o forse tutti: ognuno decide della propria felicità. Personalmente condivido quanto detto da Annabel Buffet: “Felicità? Una piccola incombenza giornaliera da curare come faresti con un giardino“, perché credo, come dicevo prima, che essere felici è questione di abitudine.

Forse non è nemmeno così importante definire cosa voglia dire “felicità”, perché l’importante è che tu sia felice, no?
E come si fa? A quanto pare ci sono stati studi in proposito che hanno evidenziato quanto delle piccole azioni quotidiane servano per aumentare la felicità.
Chiamiamoli dei life hacks, chiamiamoli delle sane abitudini, chiamiamoli come ci pare, di fatto ora ti sparo la mia lista di piccole cose da fare ogni giorno per essere felici.
Più farai queste cose più il tuo cervello si abituerà a queste sensazioni e di conseguenza ti darai l’opportunità di provarle più spesso, aprendo la tua mente alla tanto agognata felicità.

1. Compi atti di gentilezza

Ci sono studi che lo dimostrano, ma noi meravigliose non ne abbiamo bisogno, lo sappiamo già, perché nel gruppo su Facebook ci aiutiamo a vicenda, ci sosteniamo e questo fa bene all’anima. Se ancora non lo hai fatto, vieni nel gruppo, rispondi ai commenti, dì una parola gentile alle colleghe meravigliose e vedrai che, anche se la giornata è bruttissima, ti sentirai un po’ meglio.

2. Ridi spesso

Ok questo è un mio trucchetto per ovviare ai periodi di m. Quando mi sento giù, vado alla ricerca di risate, perché ridere fa stare bene (nel cervello viene rilasciata la dopamina che provoca un senso di piacere) e a volte ho notato che farsi una risata svolta davvero la giornata.
Se non hai nessuno divertente a portata di mano, vai di commedie o sitcom! Netflix ci salverà dalla depressione!
Se hai un’amica simpatica con cui passare del tempo a ridere a crepapelle ancora meglio. Oppure c’è lo Yoga della risata, che ha portato il ridere a un livello superiore: risate di 10 minuti per stimolare tutto, corpo e cervello. AH AH AH AH AH AH AH… ecc. ecc. Continua a leggere “6 abitudini per essere felici”

Ho deciso, voglio perdere questi chili!

Sono l’ultima di cinque fratelli e sono nata esattamente un mese prima del tempo previsto. Sono nata un mese prima eppure pesavo già 2,950 Kg. Ammazza! Quando ero piccola i miei fratelli, per prendermi in giro torturarmi, mi dicevano che se fossi nata un mese dopo avrei sicuramente fatto esplodere la mamma. Amabili burloni, nevvero?

Sono sempre stata robusta, paffutella e buona forchetta. Mia mamma, ottima cuoca, usava – e usa – il cibo per farci sapere quanto ci vuole bene. E se ti stai domandando: “quanto?” La risposta è: assai-assai. I miei fratelli, che mangiavano come draghi, le hanno sempre dato molte soddisfazioni. Da parte mia non avevo il coraggio di deluderla, quindi ho sempre mangiato con molta gioia praticamente ogni cosa che mi veniva messa nel piatto.

Da piccola avevo le mani cicciottelle e con le fossette sul dorso, in corrispondenza delle dita. “Ma ce l’hanno tutti i bambini!” mi dirai. Eccerto, ma mia zia, amava diabolicamente sottolineare come le mie mani, le mie cosce, le mie guance, fossero più paffute e cicciotte di quelle degli altri bambini. A tale scopo aveva anche inventato una malefica canzone, che, riprendendo le note del celeberrimo Galletto Vallespluga, faceva più o meno così: Continua a leggere “Ho deciso, voglio perdere questi chili!”

Di paure e meditazione

Qualche tempo fa Lalla mi aveva lanciato un articolo che parlava delle paure che conteneva una specie di sfida su come liberarsene. Siccome mi ritengo una persona un po’ ansiata e con qualche paura qua e là (giusto qualcuna…), la cosa ha subito destato la mia curiosità. L’articolo proponeva un esercizio semplice da svolgere ogni giorno per 5 minuti per liberarsi dalle paure e così mi sono detta: “perché no?”. Ho inserito in Habitica la daily “meditazione paure” e mi ci sono applicata.
Eccomi qui, quindi, a raccontarvi com’è andata. Continua a leggere “Di paure e meditazione”

Big Magic. Vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa

Questo post introduce la nuova rubrica di quest’anno: le recensioni.

Sì, perché quando cerchiamo idee per gli articoli e le attività di U.A.D.M spesso le prendiamo dai libri; di conseguenza ci sembrava interessante cominciare a parlarvi di alcuni dei volumi che ci piacciono e ci ispirano, con la speranza che possano fare lo stesso anche con voi.

Cominciamo con Big Magic: Vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa, di Elizabeth Gilbert (Rizzoli best).

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Perché ho scelto questo libro?

Confesso che inizialmente l’ho scelto perché sono una appassionata vorace consumatrice di manuali. Mi piace leggere libri che ti danno consigli su come fare le cose, sul capire chi sei e perché ti comporti in un determinato modo, su come risolvere i problemi. Ne leggo davvero tanti. Quando ho visto questo libro in biblioteca la copertina mi ha subito catturata, e il sottotitolo: “Vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa” prometteva molto. Da brava handbook addicted ho pensato: “Ecco il manuale definitivo!” Continua a leggere “Big Magic. Vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa”

Gli obiettivi non raggiunti

Circa un anno fa (o forse un po’ meno) mi ripromettevo come obiettivo per la prima parte del 2016 di fare il mio sito internet. Chiamavo a testimoni le genti della Meraviglia, facevo un patto di sangue col mio gatto e mi scrivevo grosso sul calendario sia la data di messa online, sia quella delle tappe intermedie.
Ero fiduciosa! Ma mai fiducia fu così mal riposta: mal riposta nel mio tempo, nella facilità di fare un sito ottimizzato SEO, nella mia capacità di organizzazione.
Come avrai forse intuito, ad oggi, gennaio 2017, il sito non è ancora pronto. Dopo aver scelto il template (due o tre volte), fatto una consulenza per ottimizzarlo SEO e aver deciso come strutturarlo, è accaduta la vita e il mio peggior difetto (procrastinazione). Sono entrati lavori inaspettati, sono stata sommersa e travolta da cose da fare, per cui il tempo per le attività non strettamente produttive è diventato zero o, quando c’era, è stato utilizzato per più piacevoli attività (leggi: Netflix), perché tanto “lo farò domani”.
E questo non è il solo obiettivo che mi ero prefissata e che non ho raggiunto nel 2016: non ho viaggiato quanto mi sarebbe piaciuto, non ho perso i chili che volevo e non ho raggiunto con la mia attività gli introiti che speravo.
Quando parti esaltatissima a inizio anno e poi a dicembre fai il bilancio e non hai raggiunto non uno, non due, non tre, ma ben quattro obiettivi (praticamente quasi tutti quelli che mi ero prefissata, ehm), è una bella batosta per l’autostima. L’ego ne esce con un bell’occhio nero, guardarsi allo specchio diventa improvvisamente difficile.
Che fare a quel punto? Sputarsi in faccia ogni volta che si incrocia il proprio sguardo in un riflesso? Prendersi a schiaffoni? Dare le capocciate al muro?
Io ho deciso di infischiarmene allegramente.
Ti è mai accaduta una cosa del genere? E cosa hai fatto? Se ho capito bene come funziona la mente di noi donne, questo è quello che capita: passiamo un sacco di tempo a deprimerci per quello che non riusciamo a fare e come non riusciamo ad essere, avviluppandoci in spirali di sensi di colpa che portano dritti dritti al barattolo di Nutella o al binge-watching su Netflix.
E invece NO! Ribelliamoci a questo modus operandi, cambiamo la nostra strada, diventiamo meravigliose!
Quindi, cosa fare quando non si raggiungono questi benedetti e agognati obiettivi? Non ho soluzioni definitive, ma il buonsenso mi detta queste tre semplici regole:

Prima cosa: non fustigarsi

È morto qualcuno? Hai fatto danni irreparabili? La risposta è NO (spero!), quindi silenzia quella vocina nel cervello che ti dice che non sei capace a fare niente e non riesci a portare a termine le cose. Sul perché e percome non abbiamo raggiunto gli obiettivi possiamo dibattere per eoni, ma di solito ci sono cause esterne (sono accadute cose al di fuori del nostro controllo) e cause interne (è effettivamente colpa nostra), mischiate in un modo che è davvero difficile dire: ecco se avessi fatto così e colà, ce l’avrei fatta. Meglio accettare la sconfitta e prepararsi mentalmente per provarci ancora.

Seconda cosa: cercare di capire perché

Prima di riprovarci però, meglio fermarsi ad esaminare le cause del fallimento. Non ripartiamo a tentoni, perché lo abbiamo già fatto e non ha funzionato! Cosa abbiamo sbagliato l’anno scorso? Per quanto mi riguarda ho sottostimato il mio tempo libero e il tempo che ci vuole per fare le cose di lavoro (quindi niente sito); sono stata incostante nell’alimentazione ragionata e nel movimento fisico (pochi chili persi); ho fatto programmi irrealistici per il viaggio che volevo fare tanto (andare in Scozia) e ho iniziato tardi a programmarlo (niente viaggio); ho lavorato a cose che mi hanno portato poco guadagno effettivo (ma di questo non me ne pento perché mi sono servite comunque). Questi sono stati i motivi per cui non ho raggiunto i miei obiettivi, ti consiglio di ragionarci un po’ su e scoprire i tuoi. E poi?

Terza cosa: cambiare metodo

E poi, riproviamoci, cambiando però il nostro approccio. È inutile ripercorrere la strada che ci ha già portato al fallimento, ne converrai con me. Cosa potremmo variare per arrivare effettivamente agli obiettivi che ci prefissiamo?

Possiamo per esempio ridurli un po’. Perdere meno peso, viaggiare di meno, fare una landing page invece di un sito intero. Possiamo poi pianificare meglio: cosa bisogna fare realmente per raggiungere questi obiettivi? Invece di segnarci (e sognarci) solo il risultato finale, possiamo creare una lista di risultati intermedi che possiamo raggiungere senza troppo sforzo, così da non essere sovrastate e schiacciate dall’immensità dell’OBIETTIVONE.
Possiamo anche farci aiutare, perché diciamocelo, è irrealistico che si possa fare tutto da noi. Io ho preso una nutrizionista e mi sono ripromessa che, se non riuscirò entro sei mesi, il sito lo farò fare a qualcun altro. Insomma, a un certo punto è raggiungere l’obiettivo quello che conta e un aiutino è più che lecito! Puoi chiedere aiuto a parenti e amici o professionisti, basta che individui chi può darti una spintarella per arrivare dove vuoi arrivare e lo contatti.

Cara Meravigliosa mia, raggiungere gli obiettivi che ci prefissiamo non è facile. La vita ci si mette di mezzo e spesso ci auto-sabotiamo; non basta voler fare o dover fare per FARE DAVVERO QUALCOSA. Dobbiamo imparare ad auto-hackarci (scusa per l’orrido neologismo) e capire quali sono i nostri limiti per girarci intorno o adattare gli obiettivi a quello che riusciamo a fare.
Come ultima spiaggia c’è sempre la tecnica BURN OR BURN di cui parla il nostro guru Nir Eyal in questo articolo (in inglese) in cui consiglia di fare una scommessa con se stessi mettendo in palio tanti soldi (una banconota da 100€ può andare bene) con la minaccia che se non si arriva al determinato obiettivo si brucia la banconota. Meglio avere qualcuno a testimone pronto ad eseguire l’infame compito nel caso noi fossimo dei bari. Pare funzioni!
Insomma, su il morale, giù le paranoie, e diamoci dentro con i nostri obiettivi, perché il 2017 è appena iniziato e io me lo sento, è l’anno buono; secondo me ce la faremo.
Ora corri a stampare la tua cartolina con l’unicorno Gianni e scrivici dietro il tuo obiettivo per quest’anno!
Con affetto,
Fran, Ire, Lalla, Luisa

52 libri per la Meraviglia

Come promesso nel primo post dell’anno, ecco la nostra lista di libri meravigliosi. Sono 52, idealmente uno a settimana, anche se l’anno è già iniziato, tanto siamo sicure che qualcuno lo hai già letto!
Online esistono sfide per gli amanti dei libri in cui i partecipanti si impegnano – croce sul cuore e stretta di mano con sputo – a leggere tutti i libri della lista, settimana dopo settimana. Ma sai che c’è? Noi non crediamo in questo genere di cose. O meglio, speriamo – e ci auguriamo – che tu decida di leggere questi libri spinta dal desiderio di fare qualcosa di bello per te, di dedicarti del tempo, e magari fare nuove e inaspettate scoperte.

È questa l’unica sfida che ti proponiamo: lasciarti meravigliare attraverso la lettura.

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